03/06/2004

Lettre ouverte aux dirigeants de Fiat-Lancia...

Un groupe de lecteurs de la revue Quattroruote, aucteurs assidus du forum online de cette revue et passionnés de Lancia ont élaboré un projet de lettre ouverte à Monsieur Demel, administrateur délégué de Lancia. Un cri du coeur!

 
Caro Demel - DIA UN FUTURO ALLA LANCIA!  (11/03/2004) 
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Un folto gruppo di lettori  di "Quattroruote" e di assidui  frequentatori del nostro forum ci ha inviato questa "lettera aperta" per  Herbert Demel, neo amministratore delegato di Fiat Auto.

Gentile signor amministratore delegato,
per prima cosa vogliamo inviarle il nostro "in bocca al lupo" per il suo lavoro alla Fiat nella certezza che la sua esperienza e le sue indiscusse doti professionali possano ridare ossigeno a un'industria che ha ancora molta strada da percorrere. Nel patrimonio di storia e conoscenza di questa grande azienda, vi è un marchio che sta particolarmente a cuore a milioni di italiani e che – purtroppo – negli ultimi anni ha incontrato grandi difficoltà, anche a causa di una miope politica industriale. Parliamo della Lancia, una delle case automobilistiche di maggior prestigio al mondo che vanta una lunga serie di primati tecnologici e sportivi, con una tradizione di classe ed eleganza ineguagliate.

Considerata la sua esperienza in materia, non ci permettiamo certo di consigliarle le strategie industriali di un Gruppo complesso come quello torinese: vogliamo solo alzare un velo su un tema troppo spesso trascurato: il futuro della Lancia all'interno di Fiat Auto. Alcuni dati: all'inizio degli anni '90, Lancia vendeva circa 260.000 automobili l'anno, mentre oggi si attesta sui 110.000 esemplari. La differenza non è andata a favore di Alfa Romeo o di altre case italiane, ma purtroppo è passata alla concorrenza. Il segmento "C-Premium" (quello della "Delta") è stato abbandonato da tempo, nonostante in questo settore la Lancia si fosse distinta per innovazione e competitività, avendo vinto un numero ineguagliato di campionati mondiali rally.

Il segmento "D-premium" vive nella totale incertezza, con un'auto, la "Lybra", abbandonata a se stessa: i nuovi motori Multijet sono finiti su tutte le auto del Gruppo, perfino su quelle del partner General Motors, ma non sulla "Lybra". Quasi tutti i modelli del Gruppo hanno avuto importanti restyling, mentre per la "Lybra" ci si è limitati a nuovi colori per la carrozzeria (sic!). Il piano Morchio, sulla produzione prevista da qui al 2010, non contempla alcun intervento nel settore "D-premium", lasciando intendere che per Lancia non ci sarà un modello di questo segmento. La nuova "Fulvia", dopo aver riscosso alla presentazione successi insperati di pubblico e di critica, non verrà prodotta o – se questo accadrà – avverrà con troppe titubanze, senza slanci che possano spingere il modello a diventare un punto di riferimento nella categoria delle coupé.

È inevitabile che in questa situazione di incertezza le vendite del marchio Lancia non potranno che calare inesorabilmente. Chi acquisterà auto destinate a morire senza che perfino la Casa che le ha prodotte le sostenga? Ed è altrettanto ovvio che non si può affidare le sorti di un marchio così prestigioso alla sola "Ypsilon" che, pur essendo un'ottima vettura, non ha la possibilità concreta di coprire fasce di mercato più alte, dove Lancia è stata regina incontrastata per anni.

Non dobbiamo certo spiegarle quanto importante sia stato il marchio Audi per il rilancio complessivo del gruppo Volkswagen, visto che proprio lei è stato il maggior artefice di tale operazione. Quello che ci aspettiamo oggi è una politica oculata che riesca a riportare Lancia a essere marchio di punta nel settore delle auto di lusso, senza dimenticare il forte carattere sportivo e giovanile che è stato emblema di Lancia in Italia e all'estero. Vorremmo tornare a vedere un'erede della "Delta" che gareggi nei campionati mondiali per far riaccendere l'attenzione anche del mercato europeo sul glorioso marchio di Torino.

Quello che Le chiediamo nell'immediato è una parola, una dichiarazione che faccia capire che Lancia non morirà, che avrà futuro e che – appena le condizioni industriali e finanziarie del Gruppo lo permetteranno – tornerà a essere laboratorio di ricerca, di innovazione e di stile che faccia scuola nel mondo. Crediamo che questa grande Casa meriti un trattamento migliore di quello riservatole fino a oggi e speriamo con tutto il cuore che gli automobilisti tornino ad essere orgogliosi di guidare una Lancia.
 
Gian Filippo Guardascione (Roma), Alex Fedele (Montpellier, Francia), Stephane Leuzzi, Sebastien Charles, Alexis Billard, Nadine Boucheron, Roberto Dallabona (San Lugano, Bolzano), Simone Cupella (Roma), Emanuele Patti (Genova), Luca Torretta (Helsinki, Finlandia), Luigi Angelucci (Roma), Jacopo Agnesini, Simone Riccio (Torino), Roberto Dal Molin (Torino), Francesco Rossetti, Valerio Giannella, Giuseppe Buffa (Rivoli, Torino), Aldo Benzoni (Bregnano, Como), Leonardo Maffi (Piacenza), Massimo Ghittoni, Nicolas Poirat, Federico Malerba, Romain de Jouckheere, Stefano Giglio (Ancona), Costantino Paolacci, Renato Iaselli, Roberto Teano, Tonino Parente (Roma), Paolo De Rosa (Trento), Marco Polizzotto (Peschiera del Garda, Verona), Fabrizio Omarini (Torino), Ubaldo Priamo (Milano), Giuseppe Bolis (Caprinica, Viterbo), Cristiano Fabris (Milano), Andrea e Gianpietro Fenilli (Lucca).
 
 
 




10:39 Écrit par Stephane De Coninck | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

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