16/02/2006

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La concept car Lancia Fulvia presentata per la prima volta al Salone di Francoforte 2003 potrebbe diventare realtà. Il piano di sviluppo presentato dall’Amministratore Delegato di Fiat Auto Sergio Marchionne prevede infatti la produzione di un modello di nicchia marchiato Lancia nel corso del 2007. Come non sognare quindi il ritorno di una vettura tanto significativa quanto affascinante?

Lancia all’attacco
Nel piano di rilancio Fiat il marchio Lancia occupa un posto di spicco visto anche il buon successo commerciale riscontrato dai modelli Musa ed Ypsilon. Oltre alla Fulvia Coupè sono previste una vettura del segmento C sul pianale della Stilo che potrebbe riportare in auge il mitico nome “Delta”. I presupposti per una rinascita del marchio Lancia, forte di un folto gruppo di fedeli appassionati, ci sono tutti a partire dalla fiducia dell’A.D. Marchionne che prevede un aumento del 20% per quanto riguarda gli investimenti destinati a modelli comuni Fiat-Lancia seguendo la strada tracciata dalle monovolume Idea e Musa.

Passato e presente
Le dimensioni e l'architettura tre volumi della show car Fulvia Coupé sono praticamente sovrapponibili a quelli della precedente ma con una carreggiata allargata per dare più stabilità e una maggiore robustezza alla vettura. L'impianto generale richiama quello dei motoscafi Riva dell'epoca caratterizzati dalla coda tronca, da un volume estremamente dinamico e da una prua fendente.
Il motivo stilistico più connotativo, cioè la fascia costante a "ferro di cavallo" che abbracciava tutta la carrozzeria con un "effetto uscente" sulla coda, è stato interpretato conferendogli un carattere più dinamico ed un andamento affusolato. Il punto di massima tensione è sulla ruota anteriore, dove si concentra anche tutto il peso visuale dell'automobile, a sottolineare la trazione e il motore anteriori, con un risultato finale che esprime la sensazione di "tirare" tutta la vettura. Anche l'andamento "a goccia" della pianta, con la massima larghezza nella parte anteriore e una tendenza a rastremarsi verso la coda tronca, contribuisce a dare questo effetto. Completano il trattamento dei volumi un lungo cofano, una green-house di dimensioni contenute e una particolare distribuzione delle masse.

Il frontale, dall'aspetto aggressivo, è connotato da un ampio cofano smussato, e da fari costituiti da moduli hi-tech e da una "palpebra" dal profilo alare, che estende visivamente il profilo del cofano al di sotto del trasparente.
La griglia metallica brunita, su cui campeggia il grande scudo Lancia, ha un aspetto sportivo e tridimensionale, volutamente de-costruito e semplificato rispetto a quello delle "sorelle" meno aggressive, per enfatizzarne la funzione di presa d'aria e creare un certo rapporto pieni-vuoti tra gli elementi del frontale, più in sintonia con quello del modello precedente.

Il tutto è completato da linee che, fluendo dal cofano verso il paraurti, si "raccolgono" intorno alla bocca inferiore, dove quattro cilindri quadrangolari "flottanti" citano le quattro prese d'aria del modello degli anni Settanta. La fiancata ha una superficie pulita, giocata sul susseguirsi di superfici concavo e convesse, e su una spalla robusta.
La coda rappresenta, invece, la logica conclusione di tutto il trattamento formale dell'oggetto, restituendone per così dire la "sezione": non poteva mancare la citazione del famoso "specchio di poppa" così fortemente connotativo nel modello precedente, che sottolinea la "sgusciata" della coda e racchiude senza fronzoli i fanali a sviluppo verticale.

Grande cura per i dettagli
Il colore di carrozzeria "Avorio tristrato" contrasta armoniosamente con il "Testa di Moro" della pelle che avvolge tutto l'abitacolo. Quest'ultimo ha una chiara impronta anni Settanta, grazie ai particolari realizzati al tornio a controllo numerico che ricordano i comandi iridescenti degli hi-fi dell'epoca, e all'essenza che riveste l'inserto centrale della plancia e il ponte sul tunnel, il Tanganika Frisé, un legno dall'aspetto "setoso" e dalle cangianze metalliche.

L'interno, a due posti secchi con vano bagagli addizionale sotto cappelliera, si ispira esteticamente a quello originale, sempre con un approccio moderno ed essenziale, senza venir meno alla raffinatezza e al tocco di sportività che competono ad una Lancia di questo genere. Come dimostra un esclusivo set di borse realizzato appositamente per la show car da Trussardi, utilizzando pellami pregiati e originali, che rappresentano la combinazione perfetta tra mood e funzionalità.

La plancia, formata da due gusci contrapposti sellati a mano che abbracciano l'inserto in legno, appare circondata da un guscio che si distende morbidamente fino alla parte posteriore dei pannelli delle porta, sottolineando la pianta a goccia di derivazione nautica. Mentre il tunnel è in realtà l'estensione del rivestimento in cuoio "Testa di Moro" del pavimento che fluidamente si innalza a formare i braccioli, simmetricamente a quelli delle porte. Si tratta di un concetto ispirato alla sella, che caratterizza il linguaggio formale di tutto l'interno. Una semplice "sfettata" sul volume del tunnel e su quello dei braccioli laterali consente di far emergere: nel centro, un ponte longitudinale in legno dove trova posto la leva del cambio (arricchito da particolari in alluminio); e sulle porte, le "barre" tiraporta passanti.

Completano il tutto una strumentazione analogica a tre quadranti dal disegno di ispirazione nautica e dal color perlato (simile a quello della nuova Ypsilon), e una "piastra" metallica di interfaccia che raccoglie tutte le funzioni infotainment e climatizzatore come per le altre vetture della gamma Lancia.

Pochi CV, grandi prestazioni
Tutti i particolari esterni della vettura sono stati studiati per contenere il coefficiente aerodinamico. Il lavoro svolto è testimoniato dal buon valore di velocità massima 213 km/h, ottenuto partendo da una potenza alquanto contenuta per il tipo di veicolo: 140 CV (103 kW) a 6400 giri/min.
Inoltre, l'attenzione alla leggerezza ha consentito di contenere il peso sotto i 1000 kg. La show car Fulvia Coupé pesa esattamente 990 kg, un valore di assoluto rilievo per il tipo di veicolo e che le garantisce un eccellente rapporto peso/potenza (7 kg/CV) ed un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi. Tutto ciò, ovviamente, si traduce anche in una riduzione dei consumi: per esempio, nel ciclo combinato non superano mai i 7,3 l/100 km.

Infine, il prototipo Lancia è equipaggiato con un "4 cilindri" 1.8 16v dotato di variatore di fase e adotta una sospensione anteriore McPherson, con montanti telescopici, molle elicoidali coassiali e bracci inferiori. La geometria, pur relativamente semplice, permette insieme ai pneumatici Pirelli PZero Nero, di assicurare un comportamento dinamico di prim'ordine. Completa il quadro tecnico la sospensione posteriore a bracci longitudinali con barra antirollio, l'impianto frenante a 4 freni a disco con gli anteriori autoventilanti e l'impianto antibloccaggio dei freni.

Il futuro
Secondo la redazione di Infomotori.com modelli come Lancia Fulvia Coupè o Fiat Trepiùno, derivati da modelli di successo del passato, possono garantire al gruppo Fiat il ritorno d’immagine necessario al rilancio del marchio a livello mondiale. Il successo fatto segnare da vetture come Mini, Volkswagen New Beetle o Chrysler PT Cruiser sono la conferma di quanto il mercato apprezzi gli sforzi stilistici all’insegna della tradizione. Sergio Marchionne sembra aver intuito le potenzialità del know-how tecnologico e stilistico in dote al marchio Fiat e non resta che seguire gli sviluppi del piano di rilancio.

20:10 Écrit par Stephane De Coninck | Lien permanent | Commentaires (0) |  Facebook |

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